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CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE SUI RISCHI LEGATI ALLA DISINFORMAZIONE

disinformazione

#LiberatiDallaDisinformazione è la nuova campagna della Farnesina per contrastare la diffusione delle false notizie.  La disinformazione, ossia la manipolazione delle informazioni in modo deliberato, è un fenomeno sempre più diffuso a livello globale.

Prima di condividere un contenuto è buona norma controllare le fonti e l’immagine di accompagnamento, mettere in dubbio i preconcetti e segnalare le notizie false ai social media: queste sono azioni quotidiane che tutti possono adottare per evitare la diffusione di informazioni non vere.

DEFINIZIONI

La disinformazione è un fenomeno complesso: per comprenderla al meglio è necessario partire da qualche definizione. Disinformazione, misinformazione e manipolazione informativa non sono la stessa cosa.

 

 

 

 

QUALCHE DATO: IL RISCHIO DI ESPOSIZIONE ALLA DISINFORMAZIONE DURANTE LE ELEZIONI

 

Nei prossimi due anni, circa 4 miliardi di persone si recheranno alle urne in diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, India, Regno Unito, Messico e Indonesia. I cittadini italiani saranno chiamati a partecipare alle elezioni del Parlamento europeo dal 6 al 9 giugno.

Durante le campagne elettorali, il pericolo di diffusione di contenuti disinformativi sui social media potrebbe aumentare, anche grazie ai progressi dell’intelligenza artificiale AI. Questo può influenzare significativamente i processi elettorali, ad esempio fornendo informazioni errate sulle procedure di voto o disincentivando la partecipazione al voto.

Segui i consigli di Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per contrastare la disinformazione: è essenziale reperire informazioni da fonti ufficiali e verificare la veridicità dei contenuti sui social media prima di condividerli.

 

DATI FUORVIANTI/ALFABETIZZAZIONE DIGITALE

 

Statistiche e infografiche non corrette stimolano la diffusione della disinformazione. Lo strumento del fact-checking permette di comprendere quando i dati sono corretti, e come interpretarli. La Farnesina si impegna per stimolare un processo di alfabetizzazione digitale.

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IL RAPPORTO DEL SEAE SU FIMI E QUALCHE DATO

 

L’Unione Europea ha pubblicato a gennaio 2024 un nuovo “Rapporto sulle minacce legate alla manipolazione informativa e all’interferenza straniera”, analizzando 750 casi di manipolazione delle informazioni nel 2023.

Per maggiori nformazioni, consulta il rapporto a questo link.

 

 

 

 

LE CONSEGUENZE DELLA DISINFORMAZIONE SULLA SOCIETÀ: LA POLARIZZAZIONE

 

Gli agenti della disinformazione cercano di aumentare le divisioni e polarizzare il dibattito democratico, indebolendo la fiducia nei media e nelle Istituzioni.

Secondo il Rapporto sui Rischi Globali 2024 del @worldeconomicforum, la #misinformazione, la disinformazione e l’ampia diffusione delle fake news possono generare un diffuso senso di sfiducia nei confronti delle Istituzioni e minare la coesione sociale.

Vuoi sapere come funziona la disinformazione? Vedi il video disponibile a questo link !

 

LA DISINFORMAZIONE SUI SOCIAL MEDIA: CLICKBAIT

 

 

Con oltre 5 miliardi di utenti attivi all’inizio del 2024, pari al 62,3% della popolazione mondiale, i social media svolgono un ruolo cruciale nel diffondere informazioni e connettere le persone in tutto il mondo. Possono avere un importante impatto nei processi di amplificazione o contrasto della disinformazione.

Esistono molti fenomeni che amplificano la diffusione della disinformazione. Tra questi, il clickbait è una strategia adottata per stimolare gli utenti a fare un numero maggiore di click ad una notizia, spesso falsa.

 

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LA DISINFORMAZIONE SUI SOCIAL MEDIA: DOPPELGANGER

 

 

 

Nella ricerca dell’informazione online è fondamentale verificare l’autenticità dei siti. Esistono molti siti contraffatti, i cosiddetti Doppelganger, che sembrano autentici ma sono in realtà dei cloni di spazi d’informazione e media company ufficiali, nati per diffondere le fake news.

 

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LA DISINFORMAZIONE SUI SOCIAL MEDIA: DEEPFAKE

 

 

L’utilizzo sempre più massivo dell’intelligenza artificiale ha portato alla creazione di contenuti multimediali, video o audio, altamente realistici, spesso capaci di far sembrare che una persona stia dicendo o facendo qualcosa che non è effettivamente accaduto. Chiamati comunemente deepfake, portano con sé tematiche etiche e comunicative ancora da risolvere.

Diffondere i deepfake sui social media e in rete è un possibile modo per veicolare informazioni false o manipolate.

La Farnesina si impegna a promuovere una riflessione sul tema dell’alfabetizzazione digitale, per informare gli utenti sui pericoli che queste tecnologie portano con sé.

 

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LA DISINFORMAZIONE SUI SOCIAL MEDIA: CHATBOT

 

 

I chatbot sono programmi automatizzati in grado di simulare una conversazione realistica con un utente. L’intelligenza artificiale rende questi strumenti sempre più sofisticati, permettendo a chi li utilizza a fini non leciti di renderli un potenziale veicolo di fake news.

 

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IL CONTRASTO ALLA DISINFORMAZIONE: PREBUNKING E DEBUNKING

 

 

Hai mai sentito parlare di debunking e prebunking?

Il termine debunking indica un meticoloso lavoro di smascheramento e confutazione delle notizie e affermazioni false. Questo può svolgersi attraverso l’uso corretto dei principali motori di ricerca, controllando – con azioni di #factchecking – contenuti, notizie, immagini e video.

L’attività di debunking non è, tuttavia, sempre sufficiente. È possibile adottare un approccio di tipo preventivo che prende il nome di prebunking o teoria dell’inoculazione: informare le community su alcuni esempi di disinformazione permette di fornire i mezzi per riconoscere il fenomeno della #disinformazione.

 

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OSINT

 

 

Lo sai che esiste un processo di raccolta, analisi e utilizzo di informazioni provenienti da fonti aperte e accessibili al pubblico per fare luce sulla diffusione delle fake news in rete? Si tratta dell’open source intelligence (OSINT), una metodologia di aggregazione dei dati realizzata da un movimento globale di giornalisti e attivisti per contrastare la #disinformazione.

 

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CONTRASTARE LA DISINFORMAZIONE, ANCHE GRAZIE AGLI STRUMENTI EUROPEI

 

L’Unione europea ha adottato il Digital Services Act e il “Codice di Buone pratiche sulla Disinformazione” volti a prevenire attività illegali e dannose online e la diffusione della disinformazione, regolamentando intermediari e piattaforme online.

Le piattaforme social sono tenute a rispettare diverse policy per contrastare i fenomeni di #disinformazione. Misure che, tuttavia, non sono a volte sufficienti. Ogni individuo può segnalare proattivamente i post che sembrano sospetti a causa del loro contenuto o dell’autore.

 

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LA POSIZIONE DELL’ITALIA SULLA DISINFORMAZIONE

 

 

L’Italia crede in un approccio “whole-of-society”. Il contrasto della disinformazione non è solo uno sforzo governativo, ma richiede il contributo di tutti: Istituzioni, social media, cittadini.

Ognuno di noi può adottare semplici azioni quotidiane per contrastare questo fenomeno: verificare il contenuto, le fonti e l’immagine, mettere in discussione i preconcetti e segnalare attivamente le notizie false o fuorvianti.

 

Anche tu puoi contribuire a evitare la diffusione della disinformazione: pensa prima di ricondividere un contenuto!