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Nuove norme in materia di cittadinanza - requisito della conoscenza linguistica

Data:

12/02/2019


Nuove norme in materia di cittadinanza - requisito della conoscenza linguistica

In data 4 dicembre 2018 e’ stato introdotto l'art. 9.1 alla Legge n. 91 del 5 febbraio 1992, che innova parzialmente le modalità di acquisizione della cittadinanza italiana. Il nuovo articolo prevede il possesso di un'adeguata conoscenza della lingua italiana - non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER) - quale condizione per il riconoscimento della cittadinanza ai sensi dei seguenti articoli della suddetta legge: art. 5, naturalizzazione per matrimonio con cittadino italiano, e art. 9, concessione della cittadinanza con decreto del Presidente della Repubblica.

Il requisito linguistico trova applicazione a partire dal 4 dicembre 2018 e deve essere accertato al momento della presentazione dell’istanza attraverso l'acquisizione di:
• Un titolo di studio rilasciato da un istituto italiano di istruzione pubblico o da un istituto paritario; o
• Una certificazione rilasciata da un ente certificatore.

Al momento possono considerarsi enti certificatori, appartenenti al sistema di Certificazione della Lingua Italiana di Qualita’ (CLIQ):
• L'Universita' per stranieri di Siena
• L'Universita' per stranieri di Perugia
• L'Universita' Roma Tre
• La Societa’ Dante Alighieri

Ai sensi della nuova normativa in vigore, l’importo del contributo dovuto al Ministero dell’Interno per tali pratiche è pari a € 250. Le modalita’ di versamento del contributo rimangono le stesse. Questo importo deve essere corrisposto per tutte le istanze presentate a partire dal 5 ottobre 2018 e qualora l’utente abbia versato solo 200 euro dovra’ integrare il pagamento. Le domande inoltrate prima del 4 ottobre 2018 ricadono nella normativa previgente.

E’ stata inoltre abrogata la disposizione dell’art.8 comma 2 della legge n.91/1992 che precludeva il rigetto dell’istanza di conferimento della cittadinanza per matrimonio una volta decorso il biennio dalla presentazione della domanda. Pertanto allo scadere del termine l’istanza del cittadino straniero coniugato con un italiano, non potra’ piu’ considerarsi accettata (silenzio- assenso) mentre il competente Dicastero potra’ esprimere il diniego del nostro status civitatis anche allo scadere del limite temporale.


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